TURNER IN MOSTRA A LONDRA PER LA PRIMA VOLTA

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LONDRA – Pochi artisti hanno amato, celebrato, vissuto e dipinto il mare come William Turner. La leggenda vuole che durante una tempesta l’artista inglese si fosse fatto legare all’albero della nave come Ulisse per poter osservare da vicino la scena e poi rappresentarla su tela con piú realismo. Sembra quindi incredibile che la grande mostra appena aperta a Londra sia la prima mai dedicata a “Turner e il mare”. La sede è la più adatta: il National Maritime Museum di Greenwich, sede storica della Marina inglese.

«Il mare è il soggetto principale dei quadri di Turner e rappresenta due terzi della sua immensa produzione, – spiega Christine Riding, direttrice della mostra. – D’altronde Turner era un uomo del sul tempo: fino al 1815, quando l’artista aveva 40 anni, la Gran Bretagna era in guerra e le battaglie venivano combattute sui mari, mentre la potenza commerciale dell’impero era dovuta ai trasporti navali. Il mare era quindi la forza dominante nella psiche collettiva e questo spiega l’ossessione di Turner, durata tutta la vita».

La Gran Bretagna dipendeva dal mare per la sua prosperitá economica e per la sua supremazia militare, mentre la gente divorava con interesse le cronache di epici naufragi e spaventose tempeste sui giornali dell’epoca. Turner riuscí a rappresentare meglio di ogni altro queste storie, a volte con scrupoloso realismo e a volte con pennellate emotive e quadri che sfiorano l’astrattismo.

Oltre cento opere, in ordine cronologico, dimostrano l’evoluzione dell’arte di Turner e la sua capacitá di rappresentare lo stesso soggetto in modo sempre diverso. Dal primo quadro mai esibito dall’artista nel 1796 dal titolo “Pescatori in mare” fino a “The Wreck Buoy” del 1849, ultimo quadro mai esibito, il mare resta protagonista; dai quadri commissionati dal Re con soggetti storici come il gigantesco “La battaglia di Trafalgar” del 1834 fino al personalissimo e innovativo “Tempesta di neve” del 1842, deriso dai critici all’epoca e ora considerato uno dei capolavori di Turner.

«Quando in seguito al suo grande successo molti artisti iniziarono a copiarlo, Turner reagì cambiando stile e direzione, sperimentando per cogliere su tela l’effetto delle onde», spiega Riding. Nascono così i quadri atmosferici dell’artista, vortici e turbinii di colore che sono un vero e proprio inno alla forza travolgente della natura e che portarono il critico d’arte John Ruskin a definire Turner «il più grande di tutti, perché non solo pittore ma anche poeta».

Turner & the Sea

Fino al 21 aprile 2014

National Maritime Museum, Greenwich, Londra

www.rmg.co.uk/turner

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