Verso Monet: quando il paesaggio faceva sognare

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Vero o falso? Inizia con una domanda controversa la mostra: “Verso Monet, storia del paesaggio dal Seicento al Novecento” a cura di Marco Goldin, al Palazzo della Gran Guardia di Verona fino al 9 febbraio 2014. 90 dipinti, 10 disegni per raccontare la raffigurazione del paesaggio attraverso cinque secoli di storia dell’arte. Quando Giotto dipinge il cielo azzurro è una rivoluzione ma devono passare alcuni secoli per assegnare al Paesaggio un ruolo primario. Il percorso espositivo inizia, non è un caso, con il Seicento, la pittura individua nella natura la possibilità di esprimere sensazioni inesprimibili.

Il paesaggio non è più solo sfondo ma diventa protagonista come in “San Giovanni Battista” di Carracci e il “Paesaggio con fiume e barche” di Domenichino, un gioco d’armonie unisce il vero dei cieli e il falso dell’immaginazione. Rembrandt guarda la realtà tenendosi lontano, esposti i disegni dai tratti veloci e decisi “Fattoria illuminata dal sole” e “Veduta di Diemen”. Il Settecento viene rappresentato dal quel momento storico conosciuto come “l’età della veduta”. La pittura veneziana con i suoi “vedutisti”, Canaletto, una luce drammatica in “La Piazzetta verso San Giorgio Maggiore dal molo”, un quadro significativo in cui l’artista abbandona gli interni il paesaggio, Francesco Guardi con “Veduta del Canal Grande con il Ponte di Rialto” , una panoramica estesa con schiarite di luce di sorprendente modernità. Con la camera ottica l’artista amplifica lo sguardo come se guardasse in un grandangolo.

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Verso Monet: quando il paesaggio faceva sognare

Nei “Capricci” di Bellotto le antichità di Roma appaiono, come uno scherzo elegante, nella laguna di Venezia. Per raccontare la sua idea del paesaggio Goldin fa scelte oculate ed emotive in un percorso rigoroso, ricco di capolavori assoluti. La sala più personale “Romanticismi e Realismi” va dagli albori dell’Ottocento agli anni sessanta. Nel “Mare al chiaro di luna” di Caspar David Friedrich ci si immerge nel paesaggio notturno che a poco, a poco svela le ancore abbandonate sugli scogli, le vele lontane: un’opera strepitosa per la prima volta in Italia. Il colore è l’unico, assoluto protagonista di “Paesaggio con fiume e montagne in lontananza” di Turner. “L’Impressionismo e il paesaggio” un’analisi profonda della pittura en plein air. Renoir che rappresenta la poetica impressionista, Degas con “Case ai piedi della scogliera” dall’immagine di una cartolina tagliata e rimontata nasce una visione più vera del reale. Ecco Van Gogh, Gauguin, Cezanne arriva il Novecento, non è la fine del paesaggio ma la sua apertura: Monet, appunto.

Verso Monet, storia del paesaggio dal Seicento al Novecento
a cura di Marco Goldin
26 ottobre 2013 – 9 febbraio 2014
Verona Palazzo della Gran Guardia
Catalogo Linea d’ombra, 35 € in mostra
Prenotazioni: 0422 429999
www.lineadombra.it

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